15 Dicembre 2017
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La nostra storia
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La nostra storia

La storia della Libertas Calci
Nel 1965 venne fondata la Polisportiva Libertas Calci con una squadretta di calcio allenata da Pietro Notturni, che ottenne buoni risultati, partecipando per diversi anni al Torneo Quattro Campanili, organizzato dal Centro Sportivo Italiano di Pisa. Un gruppo di giovani, in seno alla Polisportiva Libertas Calci, formò una squadra di pallavolo, allenata da Marcello Lupetti, della quale facevano parte: Stefano Coppini, Roberto Coli, Sirio Franceschi, Fabrizio Magozzi, Marco Magagnini, Maurizio Martini, Giovanni Mazzei, Luciano Meucci, Sirio Pellegrini. Determinante fu l´apporto dei dirigenti Graziano Del Ry, Paolo Monteverdi e Silvano Consani, che furono dei pionieri, in quanto a Calci, fino a quel momento, nessuno aveva sentito parlare di questo sport. Si pose subito il problema del campo, e si deve alla generosità del proposto dell´epoca, Don Anselmo Carpita, che mise a disposizione un terreno adiacente alla canonica e su questo fu sollecitamente costruito il campo di gioco. Dopo avere pagato, come del resto era prevedibile, un tributo all´inesperienza con sconfitte, pressoché continue, nel 1969 arrivò il primo significativo successo, quando gli allievi conquistarono il titolo di Campioni Provinciali, mentre la squadra dei "grandi" approdava alla Serie C, certamente superiore per importanza a quella attuale, conseguente alla ristrutturazione dei campionati. Ormai la pallavolo calcesana era decollata, imponendosi all´attenzione dei dirigenti provinciali della FIPAV ed allora si pensò di lanciarsi fuori dei confini territoriali, organizzando i tornei estivi "Città di Calci", estendendo l´invito anche a squadre di categorie superiori.
Da non dimenticare quelli vinti dal G.S.Carabinieri di Palermo e dalla stessa Libertas; l´apprezzamento a livello provinciale venne, altresì, dimostrato quando il Dott. Muzio Salvestroni, Presidente del Centro Universitario Sportivo, concesse alla squadra calcesana di poter giocare le partite di campionato nella Palestra di Piazza dei Cavalieri, laddove giocava, in serie A, la squadra universitaria allenata dal mitico Claudio Piazza. da ascrivere alla pallavolo il merito di essere stata capace di portare alto il nome di Calci,
non solo nella nostra Regione ma, addirittura in tutta Italia. Le cose stavano andando per il meglio quando, per alcune incomprensioni, dalla Libertas si staccò un gruppo di dirigenti e giocatori, che dettero vita ad un´altra Società: la "Pallavolo Calci" sponsorizzata dalla ditta Fonte Corona. Con un parco di giocatori ridotto, un anno la Libertas rischiò di retrocedere. in questo contesto che, essendone il paese sprovvisto, si pensò di costruire una palestra, ma i problemi da affrontare sembravano insuperabili. Bisognava reperire il terreno e fu individuato in quello della Prepositura, che appariva più facilmente acquisibile; l´Arcivescovo Mons. Benvenuto Matteucci e Don Anselmo Carpita dettero la loro disponibilità ad aiutarci.
In base ai Patti Lateranensi, i Parroci percepivano la rendita del Beneficio parrocchiale e quella prevista dallo Stato; furono necessari due Decreti, del Prefetto e del Cancelliere della Curia, che stabilirono in oltre un milione l´importo da versare in titoli di Stato a favore del Beneficio, per conguagliare la mancata rendita del terreno alienato.
Il progetto venne presentato all´Amministrazione Comunale, corredato del necessario parere della Soprintendenza ai Monumenti e perfettamente in regola con la normativa urbanistica esistente, fu approvato prima che entrasse in vigore il nuovo piano di fabbricazione. Mario Pellegrini nella veste di consigliere di amministrazione delle Costruzioni Metalliche Finsider che, nello stabilimento di Guasticce voluto dall´On.le Fascetti, produceva carpenteria metallica, riuscì ad ottenere la fornitura della struttura portante della palestra, ad un congruo costo e da pagare a rate. .
Il CONI ci inviò due contributi ed altri aiuti vennero da enti pubblici e privati, che integrarono i prestiti bancari richiesti da due amici, regolarmente pagati mediante la sottoscrizione di quote mensili di mille lire, che soci e sostenitori si impegnarono a corrispondere grazie anche all´opera del Presidente Luigi Lazzerini e del dottor Lorenzo Puccetti. Tanti sacrifici furono premiati ed il 7 novembre 1974 in una cornice di pubblico entusiasta e di autorità civili e sportive, ci fu l´inaugurazione, con la partita internazionale tra lo Slavia di Praga ed il CUS Pisa, dove militavano, tra gli altri, i nazionali Fabrizio Nassi, Fabio Innocenti ed Alessandro Lazzeroni.
Calci era divenuto, ormai, un punto di riferimento ed il 30 marzo 1975, ebbe l´onore di ospitare, nella nuova palestra, l´incontro tra le Nazionali Juniores maschili, della Germania occidentale e dell´Italia allenata dal Prof. Anderlini. . Iniziò così un appassionante periodo di attività, che vide impegnati tanti giovani, dirigenti e giocatori, tra i quali i fratelli Paolo e Piero Ferretti , Massimo Magagnini, Sirio e Giovanni Pellegrini, Stefano Coppini, Fabrizio Bertolini, Bruno e Claudio Celandroni, Luca Puccetti, Giacomo Catarsi, Michele Casella, Stefano e Giacomo Consani, Luigi Buselli, Paolo e Andrea Monteverdi.

La diaspora esistente tra le due squadre, militanti entrambe in Serie C, per il senso di responsabilità di tutti, venne finalmente superata e fu fondata una nuova Società che prese il nome di "V.B.C. Calci - GemeI", della quale divenne Presidente Federigo Meneghini.
Nel 1979 giunse l´agognata promozione in Serie B, che venne festeggiata con una grande cena al ristorante il Malandrone di Castellina Marittima, e con il dono a tutti di un significativo portachiavi da parte dello sponsor.
La pallavolo calcesana è stata ed è, per moltissimi giovani, una scuola sportiva e di vita, tanto che sarebbe arduo elencare tutti quelli che hanno giocato in 34 anni di attività, nelle varie squadre, sia maschili che femminili.
Alcuni di questi ebbero anche delle personali soddisfazioni, a cominciare da Massimo Magagnini, il Gigante buono, che giocò nella Nazionale Juniores e per scelta rifiutò di andare in una squadra di Serie A, per finire con Andrea Monteverdi e Giovanni Pellegrini, convocati per la selezione della stessa Nazionale.
Nel frattempo la Polisportiva Libertas Calci, come società, ha avuto un periodo di letargo sportivo limitandosi alla gestione economica della palestra; l´unica attività veniva svolta dalla società V.B.C. Calci. Con il nome libertas venivano mantenuti i corsi di avviamento allo sport (CAS), che di fatto venivano gestiti dai presidenti-allenatori che curavano i corsi stessi. Questo fino all´avvento alla presidenza di Giovanni Mazzei nell´anno 1989, che iniziò la ricostruzione dell´identità libertas come società attiva nello sport. Si cominciò dapprima senza toccare minimamente l´attività esistente dentro la palestra ed invece ricercando all´esterno attività diverse, volte ad incentivare la cultura sportiva dei nuovi dirigenti libertas. Con una oculata amministrazione dal punto di vista economico, con l´aiuto anche di contributi dagli enti regionali, provinciali e comunali furono realizzate opere importanti come il campo sportivo a dimensioni ridotte (calcio a sette), rifatto completamente a cominciare dal terreno, dalla recinzione, illuminazione ed infine dotandolo anche di un impianto di irrigazione automatizzata, alimentata da un pozzo artesiano, realizzato dietro la palestra, sempre sul terreno della Prepositura. Tutto questo dopo aver affrontato da parte dei dirigenti libertas, tra i quali naturalmente Giovanni Mazzei, Stefano Gambini, Paolo Mazzei, Luca Titoni, Don Luciano Leonardi per citarne alcuni, che si adoprarono più di ogni altro, un´aspra lotta per mantenere il "campetto", destinato invece come terreno integrante di una lottizzazione, sulla quale alla fine fu raggiunto un compromesso con la curia provinciale, tuttora proprietaria. Tale compromesso fu che fino a quando la destinazione del terreno fosse stata adibita a "campetto di gioco", sarebbe rimasto in uso per quegli scopi. Quindi nel tempo fu riportato alla luce il vecchio torneo a sette del "Settembre Calcesano" per svariati anni ed anche fino ad oggi. Si decise inoltre di partecipare con una propria squadra a sette ai vari tornei provinciali, raggiungendo anche qualche risultato e significativi riconoscimenti, quali quello di essere ammessi a partecipare, dopo quello provinciale, ad un torneo regionale C.S.I., però con una squadra a undici giocatori. Da questa esperienza nacque l´idea di continuare con una squadra a undici partecipando per tre anni al campionato provinciale F.I.G.C. di Terza Categoria, mantenendo comunque una squadra a sette, che continuò a giocare nel campetto. Nel frattempo venivano realizzate anche altre attività come la gara annuale di Mountain Bike, anche qui veri pionieri in questa disciplina, nata dapprima come una scampagnata per i nostri monti e via via divenuta parte integrante di un ciclo provinciale a carattere agonistico. Nel frattempo operava anche una squadretta di tennis da tavolo, che partecipava ai campionati provinciali indetti dal CSI e veniva fatta costruire da parte di Mazzei una rampa per skateboard, collocata sulla pista di pattinaggio davanti alla palestra. Nella mente però di Mazzei esisteva la ferrea volontà di riportare la libertas nella sua palestra, dapprima cominciò a realizzare delle migliorie agli impianti esistenti, quali la costruzione dello spogliatoio per l´arbitro, poi la costruzione e collocazione in palestra di una nuova tribunetta in sostituzione di quella esistente, che fu trasferita all´esterno, in posizione prospiciente il campetto di calcio. Ma la cosa a cui girava intorno Mazzei era la pallavolo e lo spunto gli venne dato da Massimo Federighi, che curava il settore femminile della VBC, che vantava in C oltre alla squadra maschile anche quella femminile. Si cominciò quindi con una squadra in terza Divisione, pescando fra le conoscenze sia del Fedenghi, che dello stesso Mazzei che portò dal S. Giuliano oltre alla figlia Ludovica, anche alcune sue amiche. Per qualche tempo fu mantenuto sia il calcio, che il tennis da tavolo e la pallavolo, poi, ad un certo punto, la svolta: dapprima cessò il calcio a 11, poi il tennis da tavolo, poi la Mountain Bike ed infine anche il calcio a sette, per concentrare ogni energia e risorsa sulla pallavolo femminile. Furono stilati alcuni accordi con la società V.B.C. Calci, grazie anche alla volontà di Mazzei, ma anche alla lungimiranza di alcuni dirigenti della V.B.C., tra cui Giovanni Pellegrini, che intravidero quello che poi si è realizzato: la divisione dei 2 settori: il maschile alla V.B.C., il femminile alla Libertas. Oggi questa società, che aveva iniziato con i C.A.S., ha una militanza di 5 squadre giovanili a livello provinciale e nel recente passato ha avuto anche una prima squadra in serie D regionale, ceduta nell´anno 2008 per motivi di carattere economico.

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